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“Colui che conosce l’arte della respirazione possiede la forza, la saggezza e il coraggio di 10 tigri. ”Il kung fu interno, detto anche <morbido>, in questi ultimi vent’anni ha conosciuto una diffusione rapida in tutto il mondo non orientale, per la grazia e il fascino cinese del Tai Chi Quan, e grazie a questa perfetta fusione con il mondo interno dell’energia, l’interesse si è anche diffuso in altre discipline cinesi, come il Qi Gong, le tecniche di respirazione, longevità e salute, le tecniche di meditazione e la medicina cinese in generale. Gli stili <esterni> Waigong, da Shaolin a quelli del Sud, l’energia ha molto a che fare con la potenza, determinazione, velocità e forza muscolare. |
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Sistema - Wudang AnticoConosciuto anche come monte Tai he (Suprema armonia), il monte Wudang fa parte dei monti Qin Ling, che si estendono verso Sud-Est per 260 km. lungo la sponda del fiume Han, un tributario dello Yang tze. La sua cima é chiamata Tianzhu (colonna celeste), si eleva per 1613 m. slm., "impareggiabile per bellezza scenica da qualunque altro posto sotto il cielo e abitato dagli Immortali sin dai tempi antichi". Il sistema Wudang di esercizi fisici era composto di movimenti circolari, basati sul concetto taoista che ogni cosa nell'universo si muove senza fine in circolo, partendo dal Tao e tornando al Tao, in una eterna trasformazione da non essere a essere, e viceversa. Nelle tecniche di combattimento, il sistema Wudang era basato sulla regola taoista per cui un uomo dovrebbe evitare azioni intenzionali ed assertive e non dovrebbe attaccare per primo l'avversario. |
Veniva propugnata "l'attività con l'inattività", cioè, ottenere la supremazia colpendo solo dopo che l'avversario ha tentato di colpire, sottomettendo la durezza con la morbidezza. Attraverso i secoli, pur mantenendo i principali aspetti del "lavoro interno", il sistema Wudang si arricchì assorbendo molti punti fermi del sistema Shaolin e si diramò in numerose scuole e stili, quali il Taijiquan,lo Xing yi,il Ba gua zhang, nelle quali "lavoro interno" é spesso coniugato con il "lavoro esterno", morbidezza con durezza e inattività con attività.Nello stesso tempo ha mantenuto vive le sue origini, in particolare tra i taoisti che vivono sul monte Wudang. I taoisti aspirano al raggiungimento dell'immortalità,non solo attraverso l'alchimia esterna (wai dan) che cerca di scoprire l'elisir dell'eterna giovinezza, ma anche attraverso l'alchimia interna, che cerca di invertire il normale processo di invecchiamento con una energetica unione delle forze cosmiche yin (femminile o negativo) e yang (maschile o positivo) dentro il corpo umano. Così vennero elaborate serie di esercizi fisici, molti ad imitazione di animali, per condurre il "qi" (energia vitale) attraverso il corpo per mezzo della consapevolezza.
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Zhang SanfengSecondo la tradizione Zhang Sanfeng nacque nella Cina nord-orientale, nella provincia di Liaoning. Studiò i classici cinesi e per le sue buone qualità superò l'esame per ufficiale governativo. Dopo la morte dei suoi genitori lasciò il suo incarico, cominciò a girovagare nella speranza di incontrare un saggio e si dice che apprese a fondo lo Shaolin quan. Divenne monaco taoista nel tempio di Jintai presso le montagne Zhong nan nella provincia dello Shanxi, quindi si spostò nelle montagne Wudang dove condusse una vita appartata e studiò intensamente la teoria degli opposti yin-yang e la via alla longevità. per la sua reputazione fu convocato diverse volte dalla famiglia reale, ma si sottrasse sempre a ciò nascondendosi o fingendosi matto. Ci sonovarie storie su come Zhang creò il Taijiquan. La prima narra che, costretto a nascondersi perchè assalito da una banda di malfattori, sognò di notte lo spirito del monte Wudang che gli rivelò i metodi di un nuovo stile di wushu: il giorno seguente, usando le nuove tecniche,sconfisse i malviventi. Secondo un altro racconto ebbe un'intuizione mentre era assorto in meditazione: vide una gru assalire un serpente che evitò tutti gli attacchi con i suoi movimenti sinuosi e circolari, e allora capì come la morbidezza avesse la meglio sulla rigidità. Un'altra leggenda racconta che, vedendo i monaci di Wudang praticare la boxe, Zhang notò come questi usassero troppa energia esterna e perdessero perciò facilmente l'equilibrio. Pensò quindi che se yin e yang erano bilanciati nel corpo, i movimenti sarebbero stati meno goffi. Quindi usò i principi del Tao, il diagramma Taiji e l'I Ching per sviluppare il Taijiquan. A Zhang Sanfeng si attribuisce la creazione di 13 posizioni da cui poi sarebbe derivato tutto il sistema Wudang |
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Trattato sul Tai Chi (di Zhang Sanfeng)“Anche nel più piccolo movimento, tutto il corpo deve rimanere leggero ed agile, mentre le sue parti risultano connesse. Bisogna stimolare il soffio, concentrare lo spirito, render le movenze ininterrotte, eliminando angoli e discontinuità. L’energia trae la sua radice dai piedi, cresce lungo gli arti inferiori, viene controllata dai fianchi e fluisce attraverso le dita delle mani. Dai piedi alle gambe e fino alla vita ci deve essere un’iformità. Quanto sta in alto non dev’esser separato da ciò che si trova in basso; il movimento a destra non può prescindere da quello di sinistra, quello in avanti, non lo può da quello all’indietro. Se il fine consiste nell’andare verso l’alto, il pensiero dev’essere rivolto in basso, è necessario distinguere il “vuoto” dal “pieno” e ciascuna parte del corpo è caratterizzata da “pienezza” o “vaucuità”. Le membra devono esser connesse (durante l’esecuzione dei gesti) per mezzo delle singole articolazioni, così che non vi siano discontinuità”. |
Pa kua (l’eterno mutamento)Il Pa Kua (Boxe del palmo degli Otto Trigrammi) è forse il più complesso e affascinante metodo “interno” di origine taoista che sia conosciuto. L’esecuzione comporta movimenti molto rapidi, rotazioni in cerchi, improvvise inversioni delle direzioni, sollevamenti o abbassamenti del corpo, attacchi fulminei e cambiamenti estremi. L’essenza di questa disciplina è il cambiamento, tanto che la sua pratica viene anche definita “esecuzione di mutamenti”. Non esiste movimento nel Pa Kua che non possa essere ricondotto a un cerchio, una torsione, una curva, una spirale in continuo movimento. Tutto nel Pa Kua sembra essere governato dalla sinuosità del Serpente e della grazia del Dragone, creando un unico preciso disegno di <mandala> composto di movimenti circolari. Lo sviluppo delle arti marziali interne non richiede solo che lo studente lavori per raggiungere questa “conoscenza de corpo” dei principi, ma anche il corpo deve cambiare e svilupparsi fisicamente.
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Flessibilità, equilibrio e coordinazione completa sono componenti importanti dell’allenamento del corpo per le arti marziali. Il corpo di un praticante di Pa Kua è stato paragonato a quello di un serpente o un drago. I riferimenti ai movimenti dei due animali nella letteratura dello stile, sono parecchi e molte forme vengono chiamate..del “serpente” o del “drago” (rispettivamente she hsing e lung hsing). I movimenti di rotazione, torsione, circolari e sferzanti di un praticante abile ricordano straordinariamente i movimenti di un serpente, la pratica non si limita solo alle braccia, ma coinvolge tutto il corpo. Il movimento in ogni parte del corpo è agile, dolce, fluido e continuo. Perciò per “riuscire” in questa straordinaria “danza” il praticante dovrà essere estremamente flessibile nelle articolazioni, specialmente nelle anche, nei polsi, nella spina dorsale e nelle spalle. |