|
![]() |
CARATTERISTICHE DEL KUNG FU - DONG WU XUE: Il D.W.X. viene creato e codificato dal M° Antonio Di Salvo (1995–2002) e ufficializzato da parte della PWKA (Professional Wu Shu Kung Fu Association) nel 2004. Le 3 caratteristiche fondamentali del Kung Fu - Dong Wu Xue sono: 1) stile imitativo, basato sullo studio peculiare di ogni animale: agilità, spirito, istinto e forza. Lo stile si propone di proseguire sull’antica via maestra cercando di rispettare e conservare quei criteri di saggezza che hanno generato e sviluppato le Arti Marziali, e per completarsi abbraccia in una visione d’insieme anche scuole e stili differenti evidenziando i punti in comune e sottolineando la caratteristica principale dell’imitazione. Dong Wu Xue significa: “studiare gli animali” e quindi imitarli significa lottare e difendersi come gli animali. Per comprendere a fondo il Kung Fu - Dong Wu Xue è necessario impadronirsi dell’Istinto Animale. La potenza si costruisce con la ferocia che un praticante riesce a emettere nei suoi allenamenti. L’allievo nella pratica dovrà utilizzare uno Spirito fuori dal comune se vuole ottenere ottimi risultati, dovrà sentirsi come una tigre selvaggia che scende dalla montagna sicura e fiera o un serpente che nell’ombra attentamente studia la sua preda pronto all’attacco fulmineo. Senza dubbio chiunque può assumere un’espressione facciale feroce, ma quel che una persona comune non sa fare è muoversi nella maniera ipnoticamente bella in cui si muove un predatore. Infatti un vero praticante di questa splendida Arte, nell’imitare i movimenti degli animali dovrà muoversi veramente in “modo non umano”. “Potente come una tigre, flessibile come un leopardo, sinuoso come un serpente”. E’ la pratica che rende il corpo molto forte e, cosa importante, elastico; in particolare una grossa parte dell’allenamento rinforza il tronco e soprattutto la vita. I movimenti del serpente invece non sono mai limitati alle sole braccia, ma coinvolgono tutto il corpo. Non ci sono interruzioni o “punti spenti” lungo la catena di movimento dai piedi alle mani. Per portare a termine questa tecnica il praticante dovrà essere estremamente flessibile nelle articolazioni, specialmente nelle anche, nei polsi, nella spina dorsale e nelle spalle. Il Dong Wu Xue prende spunto da una vasta gamma di stili. Si dovrà lavorare molto per passare dallo studio delle forme ad un programma più intenso che possa mettere in risalto le applicazioni e le emissioni di potenza. I Taolu o “Forme” Nei Taolu i passi devono risultare agili e veloci, in modo da potersi difendere ed attaccare simultaneamente. Si possono riscontrare movimenti lenti ed armoniosi, statici e potenti, altri rannicchiati ed ancora ampi e distesi. |
|
L’imitazione dei tre felini: I felini studiati nel kung fu Dong Wu Xue sono tre: la tigre , il leopardo e la pantera. Dello stile questi felini sono un ramo importante e ognuno di questi tre animali ha una propria caratteristica particolare: La TIGRE... ti avvolge, non puoi staccarle gli occhi di dosso che ti prende all’improvviso, rispetto agli altri due felini ha una maggior potenza ma meno agilità, caratteristica principale sono i colpi d’artiglio sia diretti che circolari, che vengono sferrati con più precisione. Il LEOPARDO... rispetto alla tigre è molto più attento nella valutazione della strategia; ha maggior velocità e agilità ed anche più abilità nel non rimanere intrappolato. Il leopardo nel D.W.X. usa molto i calci, anche piuttosto spettacolari, e spesso le posizioni assumono le sembianze di un felino che punta la preda, pronto con la potenza del suo balzo a scagliarsi sull’animale. La PANTERA... infine, essendo più piccola delle due, oltre ad avere una maggior velocità è anche più feroce.
|
|
L’imitazione del Serpente: Le tecniche di attacco del Serpente sono caratterizzate da una grande velocità e da repentini cambi di direzione, le parate fluide si trasformano spesso in attacchi decisivi sui punti vitali, mentre poi con la fluidità dei suoi movimenti, il corpo riesce a sviluppare delle rotazioni incredibili sia negli attacchi che nelle difese. L’imitazione del serpente si manifesta nel: vibrare, l’avvitarsi, l’allungarsi e ritirarsi,mentre le tecniche con le mani assumono le tre principali e imitative caratteristiche: mulinare, forare e morsicare. Per impadronirsi del serpente bisogna far coincidere perfettamente le gambe con il busto, la forza usata sarà quella elastica mentre particolare attenzione si dovrà avere nel bilanciare l’esercizio interno con quello esterno, ecco perché l’arte del serpente ai più risulta una delle più complesse e raffinate tecniche di difesa personale. |
|
Il Tang Lang Quan (boxe della mantide) si divide in due rami: Mantide del Nord e Mantide del Sud. Il ramo settentrionale comprende diversi stili: Meihua, Liuhe, Ban, Qixing, Guang Ban, Shuai Shou... Si afferma che il Tang Lang del Nord si sia sviluppato sulla base di una teoria ispirata dai movimenti di animali come "la mantide che uccide la cicala" e "la scimmia che scuote l'albero". Per apprendere questo stile ci vuole abilità e molta costanza, in quanto i suoi movimenti sono innumerevoli e in continua mutazione, permettendoci così di eseguire attacchi e difese a seconda della situazione che ci si presenta. Movimenti caratteristici sono: avvolgere, chiudere, accorciare, agganciare, colpire, spaccare, aderire, incollare... Movimenti energici si mescolano a altri aggraziati, ora vivaci e ora statici, si chiude in sè, salta in alto, avanza e poi si ritrae; colpi forti ma non rigidi, flessibili ma non deboli.
|
|
L’eleganza dei suoi movimenti non ha eguali, gesti ampi e distesi imitano i movimenti delle aperture alari, voli, salti, movimenti che si innalzano e subito dopo piombano giù in picchiata. Caratteristica, sono le tecniche portate con la massima rapidità e ferocia, senza tralasciare però, la parte armonica e a volte delicata del rapace. L’aquila utilizza spesso bloccaggi e pressioni, la tecnica del suo artiglio lacera, cerca di penetrare in profondità nella carne della vittima, mentre particolare risalto viene dato alle tecniche di gamba, che oltre a risultare particolarmente spettacolari, risultano anche efficaci, vista la potenza e la velocità di esecuzione.
|
|
SHAOLIN: giovane foresta Antica di 1500 anni, la scuola di questo centro religioso è alla base di ogni arte marziale dell’Asia e soprattutto è la culla del Chan, la suggestiva forma di Buddismo della tradizione Mahayana. La svolta si ebbe con l’arrivo di Bodidharma, noto in Cina come Da Mo, fondatore della setta Zen. Giunto a Shaolin decise di ritirarsi in meditazione, salì sulla montagna alle spalle del monastero e rimase lì, dentro una grotta, isolato e avvolto nel silenzio meditativo per nove anni. La leggenda vuole che fosse Bodidharma il creatore del Kung Fu di Shaolin, anche se per alcuni documenti storici, la pratica delle arti marziali a Shaolin era già diffusa. Nessuno può affermare con certezza quale possa essere la versione più veritiera, ma è certo però che Bodidharma introdusse uno spirito nuovo nel praticare queste discipline, finalizzandole soprattutto allo sviluppo armonico dello spirito e del corpo. |
|
|
Per compensare l’immobilità della meditazione, lui stesso e i suoi discepoli svilupparono ben presto una serie di esercizi tesi a sciogliere e tenere in esercizio i muscoli, prendendo ad esempio quelli degli animali della foresta circostante. Osservarono la tigre attaccare, il serpente strisciare, la mantide danzare. Lo stile Shaolin subì varie modificazioni nell’arco dei secoli e solo ai capi-stile spettava il compito, se fosse stato necessario, apportarvi delle modifiche. Fu così che Kjo Yuan, uno dei monaci del tempio, dopo aver incontrato il maestro Pai Yu Fong, acconsentì a studiare insieme il metodo del maestro Chang San Feng, il monaco taoista creatore del Tai Chi Chuan, vissuto in un altro tempio altrettanto famoso, il tempio Taoista di Wudang nella provincia dell’Hupei. Il loro incontro fu determinante per la creazione del “Wu Xing P’ai” o “stile delle cinque forme”, basato sullo studio di cinque animali: il drago, la tigre, il serpente, la gru e il leopardo. Ritornando a Shaolin, tra le imposizioni che i monaci obbedivano, vi era quella della rasatura della capo al momento della loro iniziazione e quella delle bruciature. Erano queste...piccole e tonde, in numero di tre, nove, dodici o diciotto, a seconda del grado raggiunto. Per avere la laurea, infine, il monaco era sottoposto a una prova rischiosa, nella quale doveva esprimere al meglio le proprie capacità e conoscenze, apprese in anni di studio e pratica. Egli doveva riuscire a giungere fino alla porta del monastero senza farsi abbattere da trentasei monaci che avevano a disposizione una sola mossa ciascuno, comprese pure quelle mortali. Oggi come allora si rispettano ancora le antiche tradizioni, come lo svegliarsi molto presto ( alle quattro o cinque), praticare sia di giorno che di notte, sotto il sole, la pioggia o la neve, alternando il tutto alla meditazione, allo studio dei testi sacri e ai lavori. “Shaolin è uno spirito, un modo di fare, un modo di essere, dove si integrano tutti i cammini delle Arti Marziali”. |